Floral Tumblr Themes

Mia sorella che finalmente va a vivere per conto suo.

L’unica pecca è che io non riesca più a trovare né phon né piastra per i capelli.

Io non so se mai m’abituerò a sopportare la puzza terribile di ospedale, i sorrisi falsi e gialli delle infermiere, il disinfettante freddo sul braccio, l’ago grosso come un pacco da chilo di spaghetti. Sono le nove poco più e cazzo che voglia di spaghetti allo scoglio che mi è venuta. Ma ho diritto solo a un mezzo bicchiere di the non zuccherato, mezzo pieno o mezzo vuoto che sia, sempre a metà è. Che poi il the nemmeno l’ho mai amato così tanto, figuriamoci quest’acquetta sporca che mi hanno rifilato. Mi guardo la punta delle scarpe, sporche. Salgo, le gambe, bleach, solo ciccia. Meglio pensare a che colore mettere lo smalto oggi pomeriggio, nessuna idea particolare. Avrei un libro da leggere, ma un dolce mal di testa m’accompagna da giorni e mi rende tutto un po’ più difficile. Cerco in borsa, niente ipod, niente musica. Non trovo pace. Apro tumblr, le solite cose noiose in dash, mi metto a scrivere come si vive mentre ti iniettano dritto in vena veleni “buoni”. Magari poi qualcuno leggerà. Perché fa male quando ti bucano, vero, ma fa ancora più male vederti con un ematoma blu e dover dare spiegazioni a tutti. Io però non so dire che la laucemia è una gran troia, che anche se i valori del sangue sono ok devi periodicamente fare visite e ciucciarti sacche di qualsiasi cosa ritengano possa farti star meglio. Così quando mi chiedono come mai quel blu sul braccio, rispondo per delle analisi del sangue fatte male, non trovavano la vena. E dire che ho la pelle trasparente. Ma non voglio essere diversa dagli altri, per questo io alla puzza di ospedale non mi ci voglio abituare mai.

Da anni hai in testa l’idea di diventare insegnante di musica. Da anni studi tanto, ci metti amore, passione ma soprattutto tanto e tanto impegno. Da anni vuoi poter suonare col tuo gruppetto di bambini, finire e dire d’esser soddisfatta. E finalmente, dopo anni, puoi caricare in macchina otto djembés e una batteria a terra, per trascorrere un bel pomeriggio, ricevere tanti sorrisi e fare buona musica. Bé forse quello no, dobbiamo lavorarci ancora, ma è comunque un inizio.Poi, vabbé, quando uno dei piccoli mi saluta dicendomi ciao maestra rossa!altroché la felicità.

Da anni hai in testa l’idea di diventare insegnante di musica. Da anni studi tanto, ci metti amore, passione ma soprattutto tanto e tanto impegno. Da anni vuoi poter suonare col tuo gruppetto di bambini, finire e dire d’esser soddisfatta. E finalmente, dopo anni, puoi caricare in macchina otto djembés e una batteria a terra, per trascorrere un bel pomeriggio, ricevere tanti sorrisi e fare buona musica. Bé forse quello no, dobbiamo lavorarci ancora, ma è comunque un inizio.
Poi, vabbé, quando uno dei piccoli mi saluta dicendomi ciao maestra rossa!altroché la felicità.

I miei genitori oggi hanno a che ridire sulle campagne pubblicitarie di non mangiare l’agnello a pasqua, dell’essere vegetariani, e poi delle manifestazioni degli “anormali”, dei gay, ché la famiglia deve essere composta da un uomo e una donna. Un sacco di parole per niente, ho lasciato il mio piatto di risotto sul tavolo e me ne sono andata. Dal mio essere vegetariana e con amici omosessuali mi sono sentita piuttosto offesa, mi sarebbe venuto da dire che sono lesbica, voglio andare a vivere in spagna e sposarmi legalmente con una donna, andare in una banca del seme e diventare mamma così.

Anonimo ha chiesto: Cosa leggi in questo periodo?

Nell’ultima settimana ho terminato Io sono di legno della Carcasi, ho divorato Tre volte all’alba di Baricco e ora sono a buon punto di Compagno di sbronze di Bukowski.

Anonimo ha chiesto: non metti una foto con i capelli sciolti e senza occhiali?

Here we are.
I’m the kind of person who’s totally serious and diplomatic, you know.

Stavo suonando in santa pace il mio pandeiro, entra mia mamma, mi guarda e mi dice che sono bella. Ho il rossetto che ha sempre odiato, quello che “è troppo scuro, è quasi nero! E con la pelle così chiara sembri morta”, stasera invece mi sta bene. Convinta lei. Fatto sta che io ultimamente, e con ultimamente considero gli ultimi 19anni e mezzo della mia vita, rossetto o non rossetto mi son quasi sempre sentita un cesso.

C’erano gli articolo alla fermata del bus, c’erano in vespa con la nebbia della mattina che ti riempie i polmoni, c’erano mentre aspettavi il volo per Palermo, c’erano mentre nell’innocenza dei 6anni cantavi Tocca qui. E ci sono anche i sabati in cui ti barrichi in camera, ché hai lo scazzo con tutti.

Tutti mi chiedono se sono dimagrita, rispondo “solo qualche chilo, niente di che”, alcuni aggiungono che sto davvero bene, sono bella, mi limito ad abbassare lo sguardo fingendo un sorriso, ma mai nessuno che mi dia un abbraccio. È solo di questo che ho bisogno, un abbraccio.

Credo che ogni donna, nel profondo del suo essere donna, voglia avere accanto un uomo con cui non preoccuparsi troppo per il trucco messo non perfettamente, i capelli che l’unica piega che conoscono è quella del cuscino, le scarpe da ginnastica al posto del tacco 12. E spesso quell’uomo è un amico gay.
Ora, la maggior parte delle donne un amico gay lo vorrebbero, ma non ce l’hanno. E si lamentano, poiché si devono mettere in tiro per il proprio lui.
Il problema è che quando tu un amico gay ce l’hai, vai a dormire da lui col pigiama bello, le mutandine nuove, il rossetto che gli piace, mentre il tuo ragazzo ti vede coi capelli raccolti alla cazzo, magliette di tuo fratello e i fazzoletti di peppa pig in borsa, una gioia proprio.

La reazione del mio insegnante quando gli ho detto che sto pitturando la camera: IL SOFFITTO ROSSO??! Cazzo Lù, tu sei proprio quella del rosso eh? *sorride* Capelli rossi, unghie rosse, congas rosse, e adesso anche la camera! *continua a sorridere e scuote la testa* tienes el rojo en la sangre, podrías ser española!
Accende l’ampli a un volume indecente, mi mette davanti un microfono, mi urla vamos mi amor! mentre parte el bamoleo, e ciao a tutti proprio.

Già.

Già.